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8

8,1

12 anni schiavo

Direttore

Steve McQueen

Stars

Chiwetel Ejiofor, Michael Fassbender, Benedict Cumberbatch, Lupita Nyong'o

Scrittore

John Ridley

Produttore

Steve McQueen, Brad Pitt, Dede Gardner, Anthony Katagas

Durata

2h 14min

Deals
EUR11,28
Anno di produzione

2013

Il racconto della storia di Solomon Northup, un violinista afroamericano rapito e venduto come schiavo nel sud degli Stati Uniti.

Metà dell’800. Solomon Northup, uomo libero che vive nello Stato di New York con la famiglia, viene rapito e venduto a uno schiavista in Louisiana. Ritornerà libero solamente 12 anni più tardi.

Tratto dall’autobiografia del protagonista (magnificamente interpretato dalla scoperta Chiwetel Ejofor), il film si presta a due chiavi di lettura.

La prima e’ la classica denuncia della schiavitù, tematica tornata prepotentemente in auge nell’epoca obamiana ma che è stata sempre presente nell’immaginario americano, tanto da avere almeno una pellicola significativa a decennio. Se seguiamo quest’ottica, non assistiamo a niente di nuovo, e mettiamo la mano sul fuoco che vincerà l’Oscar al miglior film dopo avere già vinto il Globe. Gli americani si sono da sempre dimostrati sensibili al tema. E fin qui, il film non è niente di nuovo.

Poi arriva la visione di McQueen. Esattamente Hunger e Shame, anche 12YaS ci parla di corpi. Qui sono corpi martoriati, fustigati, colpiti, venduti, seviziati. E la macchina da presa si sofferma a lungo su di essi e sui volti di chi subisce le umiliazioni e di chi vi assiste, sia vittime che carnefici. Per questo quasi comprendiamo chi, esageratamente, ha definito il film un “torture porn”: perché è sulla la tortura e sulla sua partecipazione, morbosa e continua. Non è un film facile da digerire: la visione di quei corpi ci lascia emotivamente provati, e non ci abbandona neanche dopo la liberazione. E’ qui che McQueen lascia il segno, in quello che sa fare meglio: riuscire a raccontarci una storia (e in questo caso la Storia) solo attraverso le reazioni dei corpi.

Magnifiche le interpretazioni del già menzionato protagonista, di Paul Dano (qui più folle che in Prisoners) e dell’altro nominato Fassbender, qui nei panni di uno schiavista disturbato che faticheremo a dimenticare.

GUSTO:

Per chi riesca a digerire una lezione della Storia da non dimenticare, conservando una gran dose di sangue freddo e stomaco forte.

SCENA CULT:

Solomon viene fatto penzolare per punizione da un albero per buoni cinque minuti, rischiando di morire soffocato. Nel frattempo, chiunque si trovi lì continua a fare le sue cose come se niente fosse, temendo reazione del padrone. L’indifferenza al dolore altrui che nasce dalla paura. E ancora peggio, dall’abitudine.

 

-DOC-

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8

Great