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5.5

6.4

Alien: Covenant

Direttore

Ridley Scott

Stars

Michael Fassbender, Katherine Waterston, Billy Crudup

Scrittore

Produttore

Durata

2h 2min

Deals
Anno di produzione

2017

Durante un viaggio interplanetario gli uomini dell'equipaggio della nave Covenant scoprono un luogo paradisiaco, ma quando decidono di visitarlo si accorgono che è popolato da creature spaventose.

La storia riparte dove ci aveva lasciato Prometheus. La nave spaziale Covenant con a bordo 2000 esseri umani, è alla ricerca di un pianeta colonizzabile. Li accomagna l’androide Walter (con le stesse fattezze del predecessore David, interpretato ancora una volta da Michael Fassbender). Giunto su un pianeta primordiale, l’equipaggio scoprirà degli oscuri legami con quegli Ingegneri che erano stati attaccati dagli xenomorfi del primo-prequel.

Il rischio più alto di un film appartenente ad un franchise così di successo come Alien, è il cosiddetto “innalzamento dell’asticella”: il pubblico PRETENDE che ogni film successivo sia un gradino più alto del precedente, altrimenti lo bollerà per sempre come “indegno”. Impresa quasi impossibile per la saga di Alien, che purtroppo per lei era partita in sesta – già Prometheus aveva fatto storcere il naso anche ai più tolleranti. 

Con il fatto che “bisogna per forza riproporre” allo spettatore gli stessi topoi dei precedenti, perché alla fine è proprio quello che si aspettano entrando in sala vedere, assistiamo alla sagra del già visto in moltissimi momenti (l’alienino che cresce in pancia, l’uovo che si attacca alla faccia, le corse nei cunicoli bui, l’androide che non si sa se è buono o cattivo, la protagonista donna che è più cazzuta lei dell’intero equipaggio).

Scrive uno che non ha disdegnato del tutto Prometheus, avendo apprezzato lo sforzo di aver dato una genesi agli Alien, con l’entrata in scena della razza degli Ingegneri. Sforzi che sembrano essere stati vani in questo secondo-prequel (no spoiler, vedrete da voi il perché). Mettiamo quindi le cose in chiaro: Covenant non è un brutto film. E’ che semplicemente, l’asticella di questa saga non si alza da un bel po’ di capitoli, e quello che si prova all’uscita dalla sala è l’ennesimo “effetto nostalgia” dei tempi passati a terrorizzarsi nel buio dello spazio profondo.

GUSTO: godersi gli xenomorfi ancora una volta in azione.

SCENA CULT: Il flashback sugli Ingegneri che chiarisce il collegamento con il precedente Prometheus).

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5.5

Mediocre