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7.5

7,9

Arrival

Direttore

Denis Villeneuve

Stars

Amy Adams, Jeremy Renner, Forest Whitaker

Scrittore

Eric Heisserer

Produttore

Eric Heisserer, Dan Cohen, Martin Henri, Dan Levine

Durata

1h 56min

Deals
EUR8,60
Anno di produzione

2016

Alcune misteriose astronavi aliene arrivano sulla Terra: una linguista viene contattata dall'esercito per determinare se gli extraterrestri hanno intenzioni pacifiche o se rappresentano invece una minaccia per l'umanità.

La linguista di fama mondiale Louis Banks viene reclutata dall’esercito USA quando 12 astronavi appaiono dal nulla in tutto il mondo. Dovrà decifrare il linguaggio alieno e comprendere (e far comprendere a tutti i potenti della Terra) se le loro intenzioni sono pacifiche o meno.

Qui siamo nel territorio della fantascienza “intimista” (vedi Martian, anche un po’ Gravity) e riflessiva, quella del rapporto privato tra scienziata e alieni (Amy Adams, brava questa sua interpretazione calda e da subito accattivante, e in odore di Oscar 2017 anche per Animali Notturni), che ci ricorda anche Contact: il regista fa fare allo spettatore lo stesso viaggio chef a Louise nella scoperta di questo mondo alieno.

Eppure, questo è un film sul linguaggio, più che sugli alieni. La teoria alla base del film è del filosofo Sapir-Whorf: un determinato linguaggio non offre solo un modo di esprimere i propri pensieri, ma influenza questi stessi pensieri. In altre parole, ogni cultura esprime lo stesso concetto in modo diverso. E questo potrebbe portare a gravi malintesi, se le lingue del mondo (che già poco si comprendono a vicenda) interpretano la lingua aliena ognuna a suo modo.

Arrival potrebbe essere tacciato come film “derivato” da altri (anche Incontri Ravvicinati, per il tema della comprensione del linguaggio alieno), ma è invece originale nel racconto, anche per immagini, del mondo alieno. Pur citando i classici infatti, è evidente il tentativo stilistico (riuscito) di superare il cliché del contatto con forme di vita intelligente. Grandi pregi insomma (avrà da dire agli Oscar, ci scommettiamo), ma anche una sceneggiatura non sempre equilibrata, con qualche punto morto.

Denis Villeneuve, oltre a essere uno dei registi più interessanti di questi ultimi anni (suoi Prisoners, Sicario, La donna che canta e anche l’interessante Enemy, sul tema del doppio), sembra volerci sorprendere a ogni nuovo film, perchè esplora un mondo totalmente diverso dal precedente.

GUSTO:

Riflettere sul nostro mondo e sull’incomunicabilità della globalizzazione, attraverso le riflessioni indotte da un film che diventerà un classico sci-fi.

SCENA CULT:

Il primo ingresso nell’astronave. Dove la forza di gravità cambia. Trovata registica tanto semplice quanto efficacissima.

 

– DOC & Ulysses Everett McGill –

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7.5

Good