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8

8.4

Cafarnao – Caos e miracoli

Direttore

Nadine Labaki

Genere

Drama , Per Scuotersi

Stars

Zain Al Rafeea, Yordanos Shiferaw, Boluwatife Treasure Bankole

Scrittore

Nadine Labaki, Jihad Hojeily, Michelle Keserwany

Produttore

Khaled Mouzanar, Michel Merkt

Durata

2h 6min

Deals
EUR9,49
Anno di produzione

2018

Al centro della vicenda Zain, un bambino libanese indigente ma coraggioso, che decide di ribellarsi al suo destino portando in tribunale i suoi stessi genitori.

Zain è un ragazzino di dodici anni, senza documenti, membro di una famiglia numerosa e indigente. Quando la sorella Sahar (alla quale è molto legato, a differenza dei suoi genitori) viene data in sposa bambina, Zain fugge e inizia un percorso di riscossa verso la propria auto-affermazione.

Candidato agli Oscar e ai Golden Globe 2018 per il miglior film straniero e vincitore del Premio della Giuria a Cannes, terzo film dell’apprezzatissima regista libanese Nadine Labaki (‘Caramel’, ‘E ora dove andiamo’). Mentre dei primi si apprezza il giusto mix tra tragedia e commedia (con sprazzi di musical qua e là), in ‘Cafarnao’ la regista vira prepotentemente sul dramma totale: non ci sono vie di scampo dall’indigenza, la lotta di Zain alla sopravvivenza sembra peggiorare ogni minuto di più. E ciò che più ferisce, è una società totalmente indifferente di fronte alla disperazione degli ultimi (in questo caso bimbi e addirittura neonati).

Il termine “cafarnao” suggerisce un ‘luogo di disordine’ (e invece non ha senso il secondo sottotitolo della traduzione italiana – qui non ci sono miracoli). In disordine totale ogni tema trattato dalla regista salta fuori con urgenza e merita una riflessione. Si parla soprattutto dei trafficanti di esseri umani e del loro abuso verso gli ultimi della nostra società, i quali hanno come unica colpa quella di non avere un documento che certifichi la propria identità (siamo in Libano ma potremmo trovarci dovunque nel mondo).

Insomma una dramma esistenziale che non fa sconti, e che tiene lo spettatore con una sensazione di pericolo e tensione dall’inizio alla fine del film. Un’opera difficile da digerire prima e da dimenticare poi, che forse proprio per questo non si può proprio perdere.

GUSTO:

Per chi vuole addentrarsi nelle storie degli ultimi raccontati con struggente poesia, un racconto dickensiano contemporaneo.

SCENA CULT:

La veloce discesa nell’abisso di Zain: trovatosi d’improvviso a ricoprire un ruolo da genitore, escogita mille strategie per sopravvivere potendo contare solamente sulle proprie forze.

FRASE CULT:

“Vorrei che gli adulti mi ascoltassero. Vorrei che gli adulti che non possano avere figli, non ne mettano al mondo nessuno.”

– DOC 

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8

Great

  • Il cast è formato completamente da attori non professionisti.
  • Il piccolo Zain in realtà era rifugiato in Libano, analfabeta e indigente come il suo personaggio. Dopo le riprese è stato reinsediato in Norvegia con la famiglia grazie a un programma di reinsediamento per i rifugiati.
  • Anche Cedra Izzam, che interpreta la sorella di Zain, è una rifugiata siriana, scoperta mentre vendeva gomme da masticare per le strade di Beirut.