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8

6.4

Ghost Stories

Direttore

Jeremy Dyson e Andy Nyman

Stars

Andy Nyman, Martin Freeman, Paul Whitehouse

Scrittore

Jeremy Dyson e Andy Nyman

Produttore

Durata

1h 38min

Deals
Anno di produzione

2017

Il professor Phillip Goodman vede il suo scetticismo messo alla prova quando si imbatte in un documento a lungo perduto su tre terrificanti casi di presenze soprannaturali. Scosso da ciò che legge, si imbarca in una missione tesa a trovare soluzioni razionali imbattendosi in tre individui tormentati, ognuno con un racconto più spaventoso, sconcertante e inspiegabile dell'altro. Mentre indaga sulle loro storie, Goodman vede il suo mondo razionale cominciare a dissolversi e inizia a dubitare di ogni sua certezza.

Tanta gente parla di esperienze paranormali, incontri con diverse forme di vita, storie di fantasmi. Sarà vero? Il professor Phillip Goodman ha la risposta in tasca: tutte fandonie! Ha fatto dello scetticismo il suo stile di vita e così decide di tentare l’impossibile, smascherare i tre casi di attività paranormale più complicati.

Tre sono anche gli episodi, proprio come nella pièce teatrale andata in scena al Lyric Theatre di Hammersmith a Londra, nel 2010, ancora oggi uno dei spettacoli teatrali più terrificanti, di cui il film è la trasposizione cinematografica. La struttura a capitoli ne potrebbe fare quindi un film da racconti intorno al fuoco.  Ma qui abbiamo molto di più. Fondamentalmente si tratta di un’esperienza cinematografica completa. Il registro iniziale è quello del docufilm, diretto da Goodman che vuole portare lo spettatore a smascherare false sedute spiritiche, sedicenti sensitivi e ingannevoli attività paranormali. Ciononostante, seppure si tratti di un film spiccatamente di genere, possiede una mission davvero originale.

Tutto quello che si potrebbe sospettare sul finale viene a cadere man mano che il racconto procede. E in virtù della legge che “è sempre l’ultima chiave quella che apre tutte le porte”, lo spettatore scoprirà l’assurdo finale risolutore non prima dell’ultimo minuto del film. Fiori all’occhiello sono la colonna sonora e il sapiente uso del suono – che strizza l’occhio con molta evidenza agli horror nostrani di quell’Argento dell’epoca d’oro – e le interpretazioni dei protagonisti. Quella di Martin Freeman su tutte. La sua capacità di passare da commedie leggere a horror impegnati e l’abilità con cui arricchisce di molteplici sfumature il suo personaggio sono un vero spettacolo. Ma anche il giovane Alex Lawther, decisamente il più credibile e inquietante.
Sì, ma fa paura? Ce lo chiediamo tutti davanti all’ultimo horror. Sì, fa paura! Ma va molto oltre i jumpscare (che non mancano) e in un climax thrilleristico di suspense, angoscia e una piacevole linea comica, conduce a un finale senza uguali.

 

GUSTO: New wave horror da vedere con qualcuno accanto. Consigliato a chi non si accontenta dei soliti horror banali ma cerca anche uno spunto per riflettere sui fantasmi che abitano la propria coscienza.

 

SCENA CULT: il gran finale

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Ulysses Everett McGill

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8

Great