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8.5

7,5

Il figlio di Saul

Direttore

László Nemes

Stars

Géza Röhrig, Levente Molnár, Urs Rechn

Scrittore

Produttore

Durata

1h 47min

Deals
EUR 14,99
Anno di produzione

2015

Il prigioniero di un campo di concentramento, costretto ad assistere i nazisti nei loro piani di sterminio, intraprende una missione impossibile allo scopo di redimersi.

Quanti film avete visto sulla Shoah? Sono talmente tanti che hanno contribuito a creare uno specifico genere cinematografico. Alcuni di questi sono delle vere pietre miliari al punto che non serve neanche fare citazioni, per evitare di essere scontati.
Eppure, tutto questo ha un’inevitabile rovescio della medaglia. Come per ogni genere, il cinema stigmatizza alcuni immancabili elementi che ritroviamo in quasi tutti i film della categoria.

Il figlio di Saul è fuori da questo discorso.
Recentemente premiato con l’Oscar al miglior film straniero (prima volta per il cinema ungherese), questo film è un incubo ad occhi aperti che introduce lo spettatore alle atrocità dei campi di sterminio, ma in modalità totalmente innovativa.
Il debutto/capolavoro del regista László Nemes gode di un montaggio audio-video davvero coinvolgente; non esiste una colonna sonora, molte battute sono in lingua originale e il tutto è ripreso con luce naturale. Ma quello che sorprende, dando spessore di originalità all’opera, è la scelta di tenere costantemente il volto o le spalle del protagonista in primo piano mentre viene sbattuto a destra e manca, assolvendo al suo incarico nel SonderKommando (prigionieri ebrei che nei lager sceglievano di collaborare con i nazisti in cambio di favori). Ecco allora che un’aura sfocata mette in seconda linea tutto ciò che sappiamo o intuiamo del più grande dramma del XX secolo. Corpi ammassati, urla strazianti, pugni sui muri, pianti soffocati, sono solo da immaginare e da vivere con gli occhi straordinariamente cinematografici dell’attore Géza Röhrig.

Tutto questo – considerando anche una misteriosa linea di lettura che vedrebbe in uno dei corpi martoriati appunto il figlio di Saul – crea un mix di realismo e drammaticità senza precedenti.


GUSTO:

Dramma dalla bellezza maledetta incentrato sulla persecuzione e sulla morte, non raccontato, ma da sentire dentro le ossa. Consigliata una seconda visione.


SCENA CULT/CHICCA:

La sequenza in cui vengono ricreati segretamente gli unici scatti fotografici delle esecuzioni di Auschwitz-Birkenau.

 


– Ulysses Everett McGill –

 

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8.5

Great