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8

6.4

Il Nome del Figlio

Direttore

Francesca Archibugi

Stars

Alessandro Gassman, Micaela Ramazzotti, Valeria Golino

Scrittore

Matthieu Delaporte, Alexandre de La Patellière

Produttore

Durata

1h 34min

Deals
EUR 9,99
Anno di produzione

2015

Paolo è un agente immobiliare sarcastico per natura. La sua compagna, Simona, è un'aspirante scrittrice di periferia che fa spesso delle gaffe. Aspettano un bambino ed, in occasione di una cena alla quale partecipa anche il loro più grande amico Claudio, l'uomo comunica con enfasi e convinzione il nome scelto per il nascituro. Cosa che scatena un vespaio di critiche, avendo a che fare con un momento davvero oscuro della storia d'Italia.

Quattro fratelli si ritrovano a cena dopo un lungo periodo di assenza. Si festeggia l’arrivo dell’ultimo nipotino, ma le sorprese non sono finite…

Il nome del figlio è una commedia rassicurante. Non crediate che sto alzando il livello a un prodotto deprimente, tutt’altro. Inoltre non ne avrei interessi. Innanzitutto rassicura il fatto di tornare a sentire parlare di Francesca Archibugi, o come lei preferisce semplicemente di Francesca, ma tornerò più avanti su questo punto.

Per ora parliamo del fatto che è tornata a far parlare di sé la commedia italiana, quella leggera di Dino Risi o Scola, quella spensierata ma riflessiva alla Sordi (con buona pace di Nanni Moretti), senza ideologie malcelate o politicherie da parrocchia. Al centro del racconto, che in poco più di novanta minuti cade rarissimamente in sbavature o cali di tensione, c’è una famiglia che si confronta, litiga, si accapiglia ma in attimo dopo si cerca e fa pace. Il punto di partenza è complesso, ognuno dei personaggi è una tipica maschera italiana, si va dal pedante radical-chic alla prof insoddisfatta passando per un musicista finto anticonformista al delfino rampante del quartierino, tutti tipi fin troppo noti, a tratti stucchevoli, che però non restano mai uguali a se stessi, ma si odiano e si amano quasi a intervalli regolari tra j’accuse e ghiotti coup de théâtre. Eccolo il segreto, la mano sapiente di un’Archibugi che sa recuperare dal passato una struttura ancora vincente e aggiustare di sapore con dialoghi da citazione e caratterizzazioni affascinanti, il tutto racchiuso, senza vie di fuga, dentro quattro mura. Una grande prova d’artista!

E poi ci sono i singoli ingredienti, accattivanti e bravissimi, una Valeria Golino finalmente col mollettone tra i capelli, un Papaleo in formissima, Lo Cascio purtroppo ancora schiavo delle sue isteriche maschere manieriste (e della sua pettinatura, come fare senza?) ma che tuttavia sa il fatto suo e infine Alessandro Gassmann, il reuccio della serata, il migliore, finalmente in un’interpretazione che lo investe in toto. Sempre più simile a papà Vittorio ma funziona, qual è il problema?

Sì, il film rassicura, il cinema italiano ha ancora molto da raccontare (anche quando riscrive una storiella francese), non lo fa con l’ironia scarnificatrice di Polanski, ma con ottimismo – non ho detto buonismo – tipico italiano, che ci permette anche si scherzare sulle pagine tristi della nostra storia. Tanto comunque c’è sempre un domani, magari nato altrove dalle nostre insicurezze, magari nato da un archetipo tutt’altro che snob o libresco, magari il domani è la bellezza messa al mondo dall’ennesima maschera del “dotto ignorante” che alla fine, si sa, salva il mondo.

GUSTO: Non è un film sui bebè ma una commedia velatamente amara per piangere e ridere di un’Italia assiepata tra le sue mille facce, tra le quali si scoprirà anche la propria.

SCENA CULT: Il balletto improvvisato sulle note di Telefonami Tra Vent’Anni.

FRASE CULT: “Brindiamo alla gnocca di Claudio!”

 

Ulysses Everett McGill

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Sorry, no post found.

8

Great

  • La scena del parto è in realtà il vero momento della nascita di Anna, figlia di Paolo Virzì e Micaela Ramazzotti.