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5.5

7.1

Il Re Leone (2019)

Direttore

Jon Favreau

Stars

Beyoncé, Seth Rogen, Donald Glover, Chiwetel Ejofor

Scrittore

Brenda Chapman, Jeff Nathanson

Produttore

Jon Favreau, Jeffrey Silver, Karen Gilchrist

Durata

1h 58min

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Anno di produzione

2019

Tradito dallo zio che ha ordito un terribile complotto per prendere il potere, il piccolo Simba, leoncino figlio del re della foresta, affronta il proprio destino nel cuore della savana.

In principio fu la Disney classica, quella dei primi cartoni animati. Biancaneve e via discorrendo.

A inizio anni ’90 venne il Rinascimento: La Sirenetta, La Bella e la Bestia, Aladdin. Nel 1994, Il Re Leone rappresentò l’apice di quella seconda giovinezza: storia epica, immagini grandiose, brani e motivi indimenticabili. Ogni citazione imparata a memoria da intere generazioni di piccoli e grandi cinefili innamorati. Code nei cinema (il film rimase in sala per mesi e mesi).

Infine giunse il ‘restyling’: ripeschiamo tutti i film e rifacciamoli. Alcuni con attori in carne ed ossa (Cenerentola – sembra passata una vita. Poi La Bella e la Bestia, poi gli altri). Altri in computer grafica totale: Il Libro della Giungla, e ora Il Re Leone. Stessa cabina di regia, Jon Favreau. Successone il primo, ritentiamo, sarà una bomba.

Il Re Leone è effettivamente una bomba: è epico al punto giusto, divertente quel che basta per non sminuire l’epicità, magico, esotico. C’è tutto, nel giusto equilibrio. Non può non rifunzionare. Epperò.

Però l’animazione lasciava quell’alone di fantasia che il realismo della computer grafica appiattisce, raffredda.

Però le emozioni dell’originale erano così forti, perché cambiare anche solo una virgola? E allora sentiamo le stesse frasi-cult, vediamo gli stessi sguardi dell’originale, percepiamo addirittura gli stessi, identici movimenti di macchina.

Però almeno altri remake avevano azzardato, pur nell’operazione “ripeti e vinci doppio”, qualche piccolo cambio nella sceneggiatura, qualche pensata che magari guarda ai nostri tempi. Qui neanche quello (può l’aggiunta di due-battute-due tra Timon e Pumba, i più freschi del cast, essere considerata come “dai, qualcosa lo hanno pur cambiato”?).

Insomma, tutto molto bello, ma il dubbio rimane: c’era veramente bisogno di un copia-incolla?

Mi spiego: alla fine andiamo al cinema e usciamo contenti. Ma rimane il dubbio che se il copia-incolla funziona così bene (al momento il film è già al nono posto della classifica dei film più visti di tutti i tempi), allora le nuove idee avranno sempre meno spazio. E invece che innamorarci di nuovi, sconosciuti Simba e Nala, piangeremo malinconicamente ripensando ossessivamente a loro due.

GUSTO:

Per chi ha voglia di rivivere le stesse emozioni di 25 anni fa, e cantare a squarciagola “Aaaaa zivegliaaaa” ecc

SCENA CULT:

Il crossover con un altro grande classico (niente dettagli per non spoilerare). Che però lascia l’amaro in bocca del non aver avuto coraggio di rischiare.

FRASE CULT:

C’è da dirlo? “Lunga vita al Re!” e giù nel burrone.

-DOC-

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5.5

Mediocre