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6.5

6,6

MEKTOUB, MY LOVE – CANTO UNO

Direttore

Abdellatif Kechiche

Stars

Shaïn Boumedine, Ophélie Bau, Salim Kechiouche

Scrittore

Produttore

Durata

3h 01 min

Deals
eur12,99
Anno di produzione

2017

Un momento di pausa dalla vita si trasforma presto nella grande occasione di riscatto per uno sceneggiatore di Parigi in un'estate degli anni 90.

Estate 1994. Amin, studente controvoglia di medicina a Parigi, torna a casa per le vacanze, un paesino sul mare nel sud. Sarà un’estate piena di tormenti ormonali e amorosi.

Abdellatif Kechiche torna all’attacco “dei sensi” dopo il premiatissimo e contestatissimo La Vie d’Adèle. Forse qui scandalizza meno, ma non cambia la sostanza, anzi: per tre ore ininterrotte, veniamo completamente trascinati e immersi nel vortice di sensualità e di libido che strabordano da tutti i giovani protagonisti di questa estate francese. Non c’è una inquadratura, un movimento di spalle, di anche o dei fondoschiena (forse sono proprio i “culi” i veri protagonisti di questo film) che non trasudino tensione sessuale. Un compendio sull’educazione erotica più che sentimentale, inno alla giovinezza e alla spensieratezza che paradossalmente trova il suo protagonista in qualcuno che – molto molto stoicamente – rimane del tutto passivo, quasi uno spettatore come noi, che guarda ma non tocca.

GUSTO:

Per chi vuole lasciarsi andare a una sessione intensiva di tempeste ormonali.


CANZONE CULT:

Notevole la colonna sonora, che alterna le hit di discoteca dei primi anni ’90 a conturbanti musiche arabe (quali “Ya Zina” di Raina Rai).

-DOC-

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6.5

Okay

  • “Mektoub” è una parola araba che significa “destino”: il destino del protagonista è quello di essere uno spettatore di tutto ciò che lo circonda e lo conturba.
  • Il “canto 1” ci suggerisce una continuazione: in realtà il regista vorrebbe farne ben otto sequel, seguendo le storie dei giovani protagonisti “fino ad arrivare ai loro quarant’anni”.