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8.5

7.0

Orecchie (a cura di Enrico Maria Bellucci)

Direttore

Alessandro Aronadio

Genere

Comedy

Stars

Daniele Parisi, Silvia D'Amico, Rocco Papaleo

Scrittore

Produttore

Durata

1h 30min

Deals
Anno di produzione

2016

Un uomo, dopo essersi svegliato con un terribile fischio alle orecchie, scopre, tramite una nota della fidanzata, che il proprio amico Luigi, del quale non ricorda nulla, è deceduto.

Ai miei pazienti amo dire che così come le meduse sono composte al 99% d’acqua, noi siamo composti al 99% dalle relazioni che abbiamo con noi stessi e con gli altri. Quando la nostra vita relazionale si inceppa, solitamente compare un sintomo che ha il compito di segnalarci che qualcosa non va sul piano emotivo.
Il sintomo dunque ha una funzione di carattere prettamente comunicativa che può indicare: una modalità di pensiero poco flessibile e adattabile alla realtà circostante e, più in generale, ci segnala la presenza di un meccanismo psicologico che si è inceppato.

Nonostante oggi si parli spesso di psicosomatica, è incredibile quante persone ancora facciano fatica a vedere ma soprattutto ad accettare l’evidente legame che esiste tra l’epistemologia che guida le nostre vite ed i sintomi che puntualmente emergono in nostro soccorso. E così, ci si ritrova alla costante ricerca del farmaco giusto per sedare il nostro sistema di allarme naturale, ricerca che inevitabilmente naufraga portandoci senso di fallimento e rancore verso il mondo che ci circonda, colpevole, a nostro giudizio, di tutti i problemi a cui andiamo incontro.

La trama di “Orecchie” sostanzialmente è tutta qui, una storia semplice, di una persona qualunque, che, come molti, si ritrova un sintomo di natura palesemente psicosomatica a cui non vuole dare ascolto.

Orecchie è un film molto intenso, personalmente mi ha ricordato la struttura di alcuni libri straordinari della storia della letteratura.
Come nell’ ”Ulisse” infatti, le vicende narrate del film si svolgono nell’arco di un’unica giornata, nella quale il protagonista, svegliatosi con un fastidioso fischio all’orecchio, apprende della morte di un certo Luigi che dovrebbe essere un suo grande amico di cui però lui non si ricorda minimamente. La giornata, che si concluderà con il funerale di Luigi, è strutturata a gironi infernali di dantesca memoria, ognuno governato da una figura grottesca (ma non banale) che mette il nostro protagonista in un susseguirsi di situazioni kafkiane apparentemente senza uscita, che non fanno altro che confermare la sua visione nichilista e disillusa della società moderna.

Scena dopo scena, girone dopo girone, nel protagonista si fa spazio il dubbio che forse è lui a catalogare il mondo come sbagliato, inutile e mortificante, comprendendo che la capacità di adattarsi nella vita non è una resa ma spesso l’unica via che conduce alla felicità. 

Nonostante il budget limitato, Orecchie è un film con aspirazioni da grande produzione, la regia mai banale ci mette fin dall’inizio in contatto con il modo di vedere la vita del protagonista che man mano si amplia durante lo svolgersi degli eventi.

Il cast è ottimo e mette insieme attori del calibro di Pamela Villoresi, Piera Degli Esposti, Milena Vukotic e Rocco Papaleo che affiancano il protagonista assoluto del film, l’esordiente Daniele Parisi che con la sua naturalezza, rende semplice l’immedesimazione da parte del pubblico con un personaggio con il quale non si può non simpatizzare. Parisi, presente in scena dal primo all’ultimo minuto, con la sua comicità delicata, ci accompagna alla conclusione del film senza che ci sfiori mai l’idea che sia il suo film di debutto, dandoci la sensazione di vederlo sul grande schermo da una vita.

Particolarmente convincente e toccante il monologo finale con il quale ci viene consegnata la chiave di lettura del film, ricordandoci che la felicità, che spesso appare tanto difficile da trovare nel mondo che ci circonda, è in realtà custodita nella pienezza del sorriso di chi ci sta accanto.

GUSTO: Commedia all’italiana dal sapore radical chic, per chi ama sorridere anziché sganasciarsi dalle risate.

SCENA CULT: La corsa durante la quale, mentre attraversa una Roma notturna e meravigliosa, il protagonista ha l’epifania che conduce alla conclusione del film.

FRASE CULT: “La follia è la nuova normalità”.

 

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8.5

Great