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7

7,6

Philomena

Direttore

Stephen Frears

Stars

Judi Dench, Steve Coogan, Sophie Kennedy Clark

Scrittore

Produttore

Durata

1h 38min

Deals
EUR 14,06
Anno di produzione

2013

Philomena, una ragazza irlandese, rimane incinta. Rinchiusa in convento, partorisce un bimbo che le viene sottratto. Il giornalista Martin Sixsmith aiuta la donna, ormai divenuta matura, a cercare il figlio disperso.

Philomena Lee è una donna realmente esistita che viene affidata a un convento di suore per riscattare se stessa e il suo bambino avuto da una rapporto occasionale. Il piccolo Anthony viene poi adottato da una ricca famiglia statunitense. Anni dopo Philomena, ormai anziana, parte alla ricerca di suo figlio con l’aiuto di Martin, un giornalista disponibile ma sprezzante.

Attesissimo in Europa, allo stato attuale delle cose, Philomena ha ricevuto un congruo successo dal pubblico più che dai riconoscimenti (tre nominations vane ai Golden Globe e altre tre in attesa di giudizio agli Oscar). Si tratta di un racconto che appassiona ma non esalta, coinvolge ma emoziona sempre in maniera contenuta. Inoltre va detto che il racconto cavalca con consapevolezza il filone anti-cattolico delle “svergognate” iniziato dal Leone d’Oro, Magdalene (2002).

 

 

Eppure questo non è un film ideologico, anzi, le due colonne che sostengono la trama – la sceneggiatura e la recitazione – restituiscono un esito sereno al dramma, ristabilendo un sano equilibrio tra denuncia sociale e fede che vince l’odio. La brillantezza del film è tutta sugli occhi rugosi della bravissima Judi Dench (che una saggia regia non tralascia di mettere spesso in primo piano). Steve Coogan non è da meno, come sceneggiatore è riuscito anche a bilanciare egregiamente il suo personaggio inquieto con quello della Dench.
Insomma, Philomena non è un capolavoro ma senz’altro un film che non verrà dimenticato, si spera neanche durante la notte degli Oscar!


GUSTO:

Fede, maternità e rivendicazione sono gli ingredienti di questo film che suggestiona non senza picchi di comicità e un piacevole retrogusto thriller.


SCENA CULT:

L’incontro/scontro con suor Hildegarde.

FRASE CULT:

“Non voglio odiare le persone, non voglio essere come te!”

 


– Ulysses Everett McGill –

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7

Good