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5

7.0

Pinocchio

Direttore

Matteo Garrone

Stars

Roberto Benigni, Massimo Ceccherini, Rocco Papaleo, Gigi Proietti

Scrittore

Matteo Garrone, Massimo Ceccherini

Produttore

Matteo Garrone, Paolo Del Brocco, Jeremy Thomas

Durata

2h 5min

Deals
Anno di produzione

2019

Il povero Geppetto, per smorzare la propria solitudine, costruisce un burattino di legno che gli faccia da figlio. Per magia, la creaturina prende vita, desiderosa solo di diventare un bambino vero. Crescere, però, si dimostra un'ardua impresa.

C’erano una volta il Pinocchio di Comencini da una parte, e tutti i suoi inseguitori dietro (compreso il cartoon Disney).

Poi venne Garrone. Avendo amato il racconto, ci ha provato anche lui, forte delle conoscenze americane e dei tanti film premiati. Ebbene, è caduto anche lui in questo che ormai è diventato un racconto-spauracchio.

Il film è purtroppo vacillante. Garrone prova a fare il reboot di Comencini (l’avete sentito anche voi l’indimenticabile carillon?), di cui manca però una presa di posizione autorevole seppur compassata.

Gli effetti speciali ed il make up d’altro canto, due elementi su cui Garrone aveva puntato tantissimo facendosi aiutare da premi Oscar nei due reparti, sono anch’essi tentennanti: non sono infatti equilibrati col racconto. Esempio: perché rendere più visibile il “personaggio” Ceccherini della Volpe che interpreta, mentre i conigli o il giudice scimmia restano solo zoomorfi? Il tutto sembra una grande parodia hollywoodiana.

Gli attori sono ridondanti e sprecati, non c’è una vera e propria interpretazione ma solo una macchietta dopo l’altra. Soffermandosi soltanto sull’interpretazione di Geppetto-Benigni, Garrone sembra più occupato a girare un tributo al comico toscano. Tra gli altri attori del notevole cast, Proietti sembra un cammeo piuttosto inutile, Papaleo si perde nelle frasi ripetute e Ceccherini dà l’impressione di non sapere la parte, colpa di una sceneggiatura stucchevole e apparentemente improvvisata.

Dov’è finita insomma la lingua di Collodi? E dove sta il passo avanti che ci aspettavamo da un autore così importante nel panorama italiano (e mondiale) odierno? E’ un’operazione contraria allo spirito umanistico col quale nacque il capolavoro collodiano. Rimandato anche Garrone, ora vedremo se anche Del Toro farà anch’egli un passo falso nella sua carriera, con la “2020 edition” del burattino apparentemente più difficile da rappresentare sul grande schermo.

GUSTO:

Polpettone tradizionale italiano, condito malamente con salsette americane. Troppo bruciato per i bimbi, poco saporito per i grandi. Non seduce e non racconta.

SCENA CULT:

L’unica scena che sia stata “pensata”, e che quindi ha una impronta autoriale che dir si voglia, è il Paese dei Balocchi, finalmente non il solito luna park disneyano, ma forse proprio il mondo che aveva in mente Collodi.

– Ulysses Everett McGill & DOC –

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5

Mediocre