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8.5

7,5

Ready Player One

Direttore

Steven Spielberg

Stars

Tye Sheridan, Olivia Cooke, Ben Mendelsohn, Simon Pegg, Mark Rylance

Scrittore

Ernest Cline, Zak Penn

Produttore

Steven Spielberg, Kristie Macosko Krieger, Dan Farah, Ernest Cline

Durata

2h 20min

Deals
EUR15,48
Anno di produzione

2018

Nel 2045 il mondo è sull'orlo del collasso. OASIS, un universo virtuale creato da James Halliday, è l'unica salvezza per l'umanità. Alla sua morte, l'uomo lascia tutto in eredità alla persona in grado di vincere una caccia al tesoro.

Nel 2045 la società ed il mondo sono al collasso. Unica via di fuga è Oasis, un mondo virtuale inventato da James Halliday, dove si può vivere creando ogni cosa ed essendo chiunque. Alla morte di Halliday si scopre dal suo videotestamento che sarà successore nell’impero economico e nella proprietà di Oasis chi lì riuscirà a superare tre prove, scoprendo l’easter egg che l’inventore ha nascosto da qualche parte. Wade Watts, con il suo avatar Parzifal, raccoglie la sfida, contrastato dalla IOI, corporazione nemica di Halliday che spera di mettere finalmente le mani su Oasis.

Il romanzo di Ernest Cline, per quanto ridotto all’osso nella sceneggiatura dello stesso autore, sembrava stesse lì ad aspettare che Spielberg, unica persona probabilmente in grado di farlo, traducesse le pagine in immagini; perché, in un gioco di rimandi, questa storia poteva raccontarla solo chi ne era stato tra le principali fonti d’ispirazione; chi l’universo culturale anni 80 ha contribuito a crearlo, e poi ha continuato sapientemente ad alimentarlo.

Ed il regista fa il suo lavoro, confezionando un’opera di fantascienza che fa riflettere e denuncia (come solo la vera fantascienza fa); e che è anche un grande atto d’amore verso il cinema. C’è Quarto potere; c’è Kubrick e Freddy Kruger; al fianco di robottoni, console Atari e Delorean volanti. Solo la punta dell’iceberg citazionistico del romanzo (paradossalmente manca proprio l’opera spielberghiana, salvo un veloce rimando a Jurassic Park, per umiltà dell’autore; e, ahinoi, l’universo di Star Wars, per problemi di diritti d’autore), ma centoquaranta minuti di film volano, con qualche piccola pecca (il finale forse un po’ confuso), con tante risate (il tempo nell’Overlook hotel si passa, finalmente, ridendo…), con parecchia nostalgia, soprattutto per chi era nerd quando ancora non si sceglieva di esserlo.

Colonna sonora da urlo, con hit anni 80 aperte dai Van Halen con Jump, ed un cast in cui giovani promesse (Tye Sheridan, Olivia Cook e gli altri) gareggiano con un meraviglioso Mark Rylance e un discreto Simon Pegg, a cui è affidata la parte riflessiva del film.

A suo modo, sicuramente per la spinta tecnologica in avanti, una pagina di storia del cinema di genere. O forse, visto che è Spielberg, del Cinema in assoluto.

GUSTO:

Per gli amanti della fantascienza, meglio se nati negli anni ’70.

SCENA CULT:

Difficile dirlo, ma vedere un albergo vuoto, due gemelline in abito celeste che si tengono per mano ed invitano a giocare davanti ad un ascensore che gronda sangue fa sempre effetto!

FRASE CULT:

“In Oasis si entra per quello che si può fare. Si resta per quello che si può essere”.


-Pi-

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Sorry, no post found.

8.5

Great