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8

7.1

SNOWPIERCER

Direttore

Bong Joon-ho

Stars

Scrittore

Produttore

Durata

2h 6min

Deals
Anno di produzione

2013

I sopravvissuti alla seconda era glaciale viaggiano su di un treno speciale che non si ferma mai. Le differenze fra i passeggeri però portano presto alla rivolta.

Snowpiercer è il sesto film di Bong Joon-ho, uno dei più interessanti registi del cinema contemporaneo asiatico.

Bong ha girato opere davvero notevoli: in primis Memories of murder, thriller basato sulla vera storia del primo serial killer coreano (ricorda molto Zodiac di Fincher e per certi versi anche il più recente Prisoners), è probabilmente la sua opera più rappresentativa ( in Italia è passato sotto traccia e con una distribuzione abbastanza limitata); in secondo luogo The Host, monster movie del 2006 , è uno dei maggiori successi coreani di sempre ed è stato addirittura definito come il miglior film sui mostri di tutti i tempi(anche quest’ultimo è stato ovviamente snobbato in Italia).

Snowpiercer è il primo film in lingua inglese di Bong e rappresenta di conseguenza il suo debutto occidentale , un po’ come è stato Stoker per Park Chan-Wook (che tra l’altro ha prodotto il film), ma con risultati molto più soddisfacenti. Il regista coreano si cimenta in un dramma sci-fi post apocalittico ,basato sul fumetto francese Le Transperceneige di Jean-Marc Rochette e Benjamin Legrand : siamo nel 2031 e l’era glaciale (causata dal tentativo dell’uomo di combattere il riscaldamento globale) dura ormai da 17 anni, gli unici sopravvissuti sono i passeggeri dello Snowpiercer, un treno che non si ferma mai e che gira intorno alla Terra, alimentato dal suo motore perpetuo. Il treno rappresenta un microcosmo della società umana, divisa in classi sociali :nella coda vivono i più poveri ( in tal senso è esemplificativa la metafora della “scarpa”)che soffrono il freddo e la fame (si nutrono di sole barrette di proteine, che nascondono in realtà un terribile segreto) , mentre nella testa del treno si trovano i più ricchi, che conducono una vita tranquilla in ambienti lussuosi e confortevoli e tengono a bada i primi con soldati situati in ogni singolo vagone , fino ad arrivare al vagone di Wilford, creatore del treno e capo supremo dell’intera umanità sopravvissuta (rappresenta metaforicamente Dio). 

Dalla coda del treno parte la rivolta condotta da Curtis ( Chris Evans), il leader dei passeggeri di coda e dall’anziano e saggio Gilliam (John Hurt), una sorta di capo spirituale. La storia è ricca di colpi di scena :man mano che si procede lungo il treno si scopriranno verità sempre più orribili (ogni porta blindata, fatta esplodere dal personaggio coreano, apre un distinto e nuovo scenario), fino ad arrivare al colpo di scena finale nel vagone di Wilford. Il meccanismo è quello del videogame , con livelli crescenti di difficoltà e con annesso boss finale: con l’uso di tale tecnica, il film tiene incollato lo spettatore allo schermo, mostrando di avere davvero pochissimi cali di ritmo. Le immagini sono forti ( ci sono molti scontri violenti tra un vagone e l’altro) e l’analisi sociale condotta dal regista coreano è spietata: viene messa in luce la natura malvagia e calcolatrice dell’essere umano, in particolar modo con la spiegazione finale. Snowpiercer è peraltro un film claustrofobico: la maggior parte delle immagini riguardano infatti l’interno del treno, mentre poco spazio viene dato all’ambiente esterno innevato(anche se le poche inquadrature del paesaggio ghiacciato hanno una potenza visiva impressionante),mettendo in tal modo in secondo piano l’aspetto apocalittico e catastrofico della vicenda.
Da segnalare infine che il cast , oltre ai già citati Chris Evans (il Capitan America cinematografico) e John Hurt, è composto da stelle di livello internazionale come Tilda Swinton, Ed Harris e Jamie Bell.

GUSTO: Il film, potente metafora della condizione umana, è un perfetto mix tra cinema occidentale e orientale e può essere considerato uno dei migliori sci-fi degli ultimi anni ,nonché punto fermo del genere della fantascienza distopica.

SCENA CULT: La scena finale

Charles Foster Kane

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8

Great