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6.5

5,3

SPRING BREAKERS

Direttore

Harmony Korine

Stars

Vanessa Hudgens, Selena Gomez, Ashley Benson

Scrittore

Produttore

Durata

1h 34min

Deals
EUR 8,99
Anno di produzione

2012

Con lo scopo di pagarsi le vacanze, le studentesse Candy, Faith, Brit e Cotty decidono di rapinare un fast food. Quando finiscono in carcere, il trafficante Alien riesce a tirarle fuori, ma in cambio vuole che le ragazze lavorino per lui.

Spring Break, ovvero vacanze primaverili. Nell’universo americano è un’espressione che richiama spensieratezza ed eccesso, una pausa senza freni dalla noiosa vita scolastica.
A festeggiare goliardicamente sono quattro sexy adolescenti yankee che non rinunciano a rapinare un fast-food pur di potersi permettere un posto alla corte sibaritica del divertimento. Tutto questo ha una conseguenza. Droga, sregolatezze, sesso libertino e alcol portano le ragazze in prigione. A pagare la cauzione per le sprovvedute sarà Alien, il rapper locale, divenuto ricco (indovinate un po’) con lo smercio di cocaina, un curioso James Franco versione gangsta. Ovviamente il tipetto chiede qualcosa in cambio…

Si tratta di una pellicola complessa, come risulta complesso camminare su un filo di lama, si rischia di cadere da una parte o dall’altra, o di tagliarsi un piede. Una commedia nera, un soft porn o una discreta denuncia dell’american dream?
Diciamo che le prima due definizioni sono le più evidenti. D’altronde il film procede come un videoclip esaltante (merito anche della soundtrack firmata Skrillex), le ragazze sono sempre in bikini (anche in tribunale) e qualche volta senza, innumerevoli le scene di sesso, vero o figurato, chissà quanti adolescenti colti da cardiopalma!


Una lettura più profonda però, evidenzia una critica sociale al mondo vuoto e senza prospettive. Sì, il sogno americano è diventato il vivere sempre in vacanza, senza impegno e senza sacrificio. Non a caso le protagoniste sono quattro adolescenti, soggetti deboli per eccellenza, almeno nell’ideologia popolare. Le ragazze infatti vengono oberate di maschere che tutti noi vorremmo vederle indossare, lasciando nascosto, ancora una volta, il loro vero mondo.

Il merito di Korine è quello di aver orchestrato un montaggio davvero ben fatto e tentato un’autocritica che coinvolge lo spettatore. Ma fino a un certo punto.
Il messaggio che ne esce tenta di intaccare la superficialità quotidiana ma la penetra soltanto… superficialmente! Il paradosso della commedia rimane tale e non si torna mai con i piedi per terra. Il finale, anche se non è fatto male, è sicuramente la scena più deludente.


GUSTO:

Il menù goloso di una vita in vacanza e… il conto salato.


FRASE CULT:

“Spring Break forever”

 


– Ulysses Everett McGill –

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