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7.5

7,5

SYNECDOCHE, NEW YORK

Direttore

Charlie Kaufman

Stars

Philip Seymour Hoffman, Samantha Morton, Michelle Williams

Scrittore

Produttore

Durata

2h 4min

Deals
EUR 18,47
Anno di produzione

2008

La vita del regista teatrale Caden Cotard è piuttosto desolante. La moglie e la figlia lo hanno lasciato, il terapeuta è più interessato a scrivere un nuovo libro che ad aiutarlo a risolvere i problemi, e l'ipocondria lo affigge. Decide di usare un premio per finanziare una nuova sceneggiatura e si reca a New York City, dove raccoglie un cast di attori per uno nuovo spettacolo. L'avventura si rivela per l'uomo una via per rielaborare la propria esistenza.

La vita di un regista di teatro non è così affascinante come sembra. A Caden, ad esempio, è capitato di avere una forte depressione, una malattia poco conosciuta e una moglie strampalata che fugge in Europa a cercar fortuna portandosi dietro la figlioletta. Lui decide di mettere in scena la storia che sa raccontare meglio, la sua vita e la sua morte.

Per apprezzare al meglio questo film, girato piu di 6 anni ma uscito in Italia solo oggi, bisogna allontanarsi dall’archetipo dell’opera che racconta vita e morte del proprio interprete. Quanto dista Hoffman dal Ritratto di Dorian Gray così dista questa pellicola dalla prematura scomparsa dell’attore. Eppure una strana similitudine è incontrovertibile. Il protagonista del film vuole inscenare la sua morte ma la trama del film segue un percorso a mulinelli, in cui un complicato gioco delle parti fa perdere le tracce tra finzione e realtà. Non cinema quindi ma meta-cinema in cui tutti salgono sul palco a recitare la propria parte o quella di altri, in un crescendo di tensione emotiva che fa dell’opera solo apparentemente un manifesto onirico. In realtà si tratta di un film… divertente! E’ carico di transfert, allucinazioni e simbologie talvolta esageratamente surreali di cui non è stata denunciata alcuna paternità (il titolo, ad esempio), questo offre la possibilità allo spettatore di attribuirgli il significato che preferisce, se vuole.

Non dimentichiamo che si tratta dell’opera prima di Charlie Kaufman, novello regista ma sceneggiatore attempato, che ha messo nero su bianco le storie di capolavori come Essere John Malkovich (1999) o Se mi lasci ti cancello (2004). Non poteva scrivere e dirigere un film sulla morte e sulla caducità della vita senza giocare col tempo, con la recitazione degli interpreti e le illusioni da celluloide.
Sotto certi aspetti, dunque, un buon coronamento della penna di Kaufman che aspetta solo di rendere più originale anche la propria regia.


GUSTO:

Un’appassionata e lunga odissea per fare i conti con l’eterno dramma vita/morte e tutto quello che vogliamo metterci dentro. Consigliato ai fans di Hoffman.

FRASE e SCENA CULT:

L’epilogo.

– Ulysses Everett McGill –

 

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7.5

Good