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6

7,8

The Hateful Eight

Direttore

Quentin Tarantino

Stars

Scrittore

Produttore

Durata

Deals
Anno di produzione

2015

Otto sconosciuti, tra i quali spicca una pericolosa bandita che attende la forca, si ritrovano intrappolati da una bufera di neve in una piccola locanda del Wyoming. Mentre fuori infuria la tormenta, tra i personaggi inizia a serpeggiare una sfiducia reciproca che li porterà a un’inevitabile resa dei conti.

Tarantino abbandona i fiumi di personaggi elocations propri di Inglorious Basterds e Django e ritorna alla piece teatrale pura mescolandola all’amato grand guignol, e il risultato è un mix tra Le Iene e il genere ‘giallo claustrofobico’ di “Trappola per topi” e “Dieci piccoli indiani”.

Il risultato è altalenante: se da una parte la messinscena è impeccabile e l’uso di luci, musiche, caratterizzazioni estreme e dialoghi sono da dieci e lode (come al solito), dall’altra il nostro amante del Cinema si chiude un po’ troppo nel suo mondo, e anche i suoi più fidati caratteristi (i quali però stavolta sono surclassati dalla borderline magnificamente interpretata da Jennifer Jason Leigh, giustamente nominata agli Oscar come non protagonista) ripetono lo stesso tipo di personaggi che ci aspettiamo, dalla prima all’ultima battuta. Insomma, i suoi veri fan saranno accontentati ancora una volta, ma presto ci potremmo stancare del “Tarantino già visto e rivisto”: Caro Quentin, un dialogo ininterrotto per più di un’ora te lo perdoniamo ancora per poco.

CHICCA: Ennio Morricone firma per la prima volta una colonna sonora di Tarantino. Nonostante abbia composto più di 500 colonne sonore tra cui varie entrate nella storia del cinema, ha finora vinto soltanto l’Oscar alla carriera (2007). Gli auguriamo che quest’anno sia la volta buona!

GUSTO: Per chi ama i gialli estremi, alla Tarantino.

CANZONE CULT: Roy Orbison, “There won’t be many coming home”, che si traduce con “Non saranno in molti a tornare a casa”. La grandezza di Tarantino sta anche nel ridare significato a vecchi brani già usati in altri film (come in questo un western del 1967).

SCENA CULT: Il rewind-flashforward sulla bevuta del caffè: ribaltamento del punto di vista, musica e suspence incalzanti, e tanta violenza e ironia allo stesso tempo.

VOTO: 6-

-DOC-

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