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6

6,8

Vittoria e Abdul

Direttore

Stephen Frears

Stars

Judi Dench, Ali Fazal, Tim Pigott-Smith

Scrittore

Produttore

Durata

1h 51min

Deals
EUR 12,99
Anno di produzione

2017

La regina Vittoria è costretta ad affrontare la disapprovazione generale dell'ambiente nobiliare per aver stretto una profonda ma insolita amicizia con Abdul Karim, un giovane impiegato venuto dall'India in occasione del Giubileo d'Oro della sovrana.

Stanca, annoiata, depressa, la Regina Vittoria apre gli occhi su un giorno nuovo che sbuca da vetri cristallini spalancati dalla servitù; sembra non abbia neanche voglia di essere la donna più potente del mondo. Il giubileo dell’incoronazione che sta per celebrare è solo un ulteriore peso che grava su un fisico fiaccato dalle attenzioni dei tirapiedi e dall’etichetta. Ma l’incrocio di sguardi con un giovane attendente, giunto a corte dal subcontinente indiano, sembra ridestare la voglia di vivere di Sua Maestà.

E’ un ritratto tragicomico quello che Frears sceglie per introdurre la Regina in questa commedia che offre a Judi Dench (per la seconda volta) la possibilità di indossare i reali panni della gloriosa Vittoria. Ovviamente ha gioco facile e salva dal baratro un film che altrimenti non avrebbe avuto granché per cui essere ricordato. Il cuore del racconto è presto svelato, tratta della relazione di amicizia “scandalosa” e casta che la Regina ebbe con Abdul Karim. A sorreggere il tutto c’è una piacevole linea di sarcasmo che prende di mira – ma non troppo, ahimé! – il più classico formalismo della Corona inglese. Ma tutto resta ad un livello di superficie che non soddisfa, anzi stucca, anche a causa di una durata della pellicola decisamente fuori luogo, quasi due ore e mezza.

Allora non resta che lasciarsi trasportare dalla seducente fotografia britannica, dalla carrellata dei costumi che affascina fin dalle prime scene (probabile Oscar), e anche dall’originale intingolo scenico dal gusto esotico, in cui questa Regina sembra essere finalmente a suo agio.

GUSTO: Commedia rilassante sull’amicizia che, se non fosse per l’effetto “non mi sentivo così bene da anni”, esasperato in un finale al glucosio, saprebbe addirittura stupire.

SCENA CULT: La Regina si difende dall’accusa di pazzìa.

FRASE CULT: “Non siete più un servitore, sarete il mio maestro”

 


– Ulysses Everett McGill –

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Sorry, no post found.

6

Okay

  • Stephen King optioned the story

  • Andy's library has received donations of 78-rpm albums, and he selects a record from such an album before he locks himself in and broadcasts Le Nozze di Figaro.