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8

7,3

Youth – La giovinezza

Direttore

Paolo Sorrentino

Stars

Michael Caine, Harvey Keitel, Rachel Weisz

Scrittore

Produttore

Durata

2h 4min

Deals
EUR 12,65
Anno di produzione

2015

Fred, un compositore e direttore in pensione, trascorre le proprie vacanze in un centro benessere svizzero con l'amico di lunga data Mick, che nel frattempo ha concluso di scrivere una sceneggiatura e ne è entusiasta. Il rapporto tra i due è destinato, tramite vie complesse e dure, a scuotere il cuore del musicista.

Fred e Mick sono un direttore d’orchestra e un regista ormai a riposo. Passano le loro vacanze in un albergo di lusso sulle Alpi svizzere. Si intrattengono tra la fuga dai fantasmi del passato e la prostata che non va.

La Giovinezza è un film… sulla vecchiaia. Basta il titolo a confermare il carattere eccentrico del premio Oscar Sorrentino, potremmo aggiungere che un film che mostra il titolo a dieci minuti dall’inizio e termina i titoli di coda a cinque dalla fine, di certo non vuole passare inosservato. Eppure alla fine avrete l’impressione che il regista abbia deciso di smorzare i toni snob della Grande Bellezza. Ovviamente non si torna indietro sulle note estetiche della filmografia sorrentiniana ma questo vuole essere un film “per tutti”, o almeno per qualcuno. Dichiaratamente film d’autore, Youth sembra voler restituire senso e dignità al luogo comune del sentirsi “giovane dentro”. Come fa un’amenità del genere a non creare risentimento? Semplice, basta restare ancorati alla realtà, ovvero agli anni che ci sono e si fanno sentire, ai “vecchi” non anziani ma tentati dalla frustrazione (che può colpire anche un giovane attore di cui si ricorda solo un’interpretazione marginale) e ripartire da questo.

Non basta, il sogno sembra cedere il passo alla delusione, alla depressione.
Il lussuoso albergo diventa un impietoso purgatorio dove corpi cadenti e tracotanti si rivelano carogne bisognose di ossigeno e di una freschezza ormai perduta. Tutto questo è accentuato dalla banalità dell’ordinario, da una insidiosa invidia della gioventù. Ed è qui che Sorrentino batte i suoi detrattori, quelli che lo vogliono un pedante e inconcludente visionario. La forma (stupenda, a tratti estatica) si equilibra con la sostanza di un messaggio potente, che fa discutere solo a patto che non si decida di restare sulla superficie. Complici brillanti, la confermata fotografia di Bigazzi e una colonna sonora sorprendente affidata per la prima volta a David Lang.


GUSTO: Una storia semplice che attraverso diversi registri invita a riflettere sulle potenzialità inespresse e i sogni infranti.


SCENA CULT: Tre scene per tre gusti.
1) Per i più raffinati indubbiamente “il concerto delle vacche”
2) Per i più eccentrici e briosi il videoclip tamarro di Paloma Faith
3) Beh, il gusto trovatelo voi… ma Miss Universo che entra in piscina come mamma l’ha fatta è qualcosa di memorabile!

FRASE CULT:

“Io sono felice di aver partecipato a Miss Universo, e lei è felice di aver interpretato Mister Q ?”


– Ulysses Everett McGill –

 

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8

Great